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San Martino d'Albaro 
Il quartiere si estende sulla collina di Albaro, che separa la Val Bisagno dalla Valle Sturla; fa parte del Municipio VIII Medio Levante e comprende le unità urbanistiche "San Martino" e "Chiappeto", che insieme hanno una popolazione di 15.592 abitanti (aggiornata al 31 dicembre 2010). 
Prima di essere accorpato a Genova nel 1873 era un piccolo comune rurale, formato da pochi agglomerati di case circondati da campi coltivati; dopo l'annessione a Genova, tutta l'area, come quelle dei contigui ex comuni della bassa Val Bisagno (Foce, San Fruttuoso, San Francesco d’Albaro e Marassi), è stata intensamente urbanizzata, ed è ora un quartiere medio residenziale. 
San Martino ospita nel suo territorio il principale ospedale genovese, l'Ospedale San Martino, ed è anche sede di settori scientifici dell'Università di Genova, tra cui medicina, fisica, matematica, biologia e geologia. 
Nell'area del quartiere si trova inoltre lo stadio Carlini, il secondo di Genova dopo il Luigi Ferraris di Marassi, con una capienza di 5.700 spettatori. 
Del vecchio borgo, del quale l'intensa urbanizzazione ha stravolto l'originario carattere rurale, restano poche case attorno alle chiese di San Martino d'Albaro e San Rocco di Vernazza. 
Frazioni e località 
Il territorio del comune di San Martino era assai più vasto di quello della ex-circoscrizione e comprendeva anche le località di Sturla e Borgoratti, in seguito accorpate rispettivamente alle circoscrizioni di Quarto e Valle Sturla. L'area di San Martino oggi comprende l'unità urbanistica del Chiappeto e la frazione di Vernazza, ormai anch'esse inglobate nel tessuto urbano. 
Chiappeto 
Chiappeto è la parte più a monte del quartiere, alle prime propaggini del monte Ratti. Qui nel XVI secolo sorgeva un convento di Riformati, chiuso nel 1810 in seguito alle leggi napoleoniche di soppressione degli ordini religiosi e passato in proprietà all'Arcidiocesi di Genova, che vi stabilì la sede del seminario minore, chiuso nella seconda metà degli anni novanta del XX secolo e che oggi ospita una Residenza sanitaria assistenziale, dipendente dall'ospedale Galliera, con un centro di riabilitazione e una struttura per la cura dei malati di Alzheimer. 
Vernazza 
Il borgo di Vernazza si sviluppa lungo la strada che dal colle di san Martino raggiungeva l'attuale piazza San Rocco, crocevia tra le diverse strade che collegavano Genova, la Riviera di Levante e l'alta Val Bisagno. In origine era un modesto borgo di carattere popolare, con strutture di assistenza ai viandanti; dal 1468 era già attiva e ben radicata sul territorio una confraternita nata per onorare San Rocco denominata "Arciconfraternta S. Rocco di Vernazza Morte e Orazione" Questa antica confraternita è ancora oggi attiva presso la chiesa parrocchiale di San Rocco di Vernazza. 
L'apertura di corso Europa stravolse l'antica viabilità, a stento individuabile tra le moderne vie. Resistono alcune piccole case antiche, che creano un singolare contrasto con le costruzioni moderne del recente sviluppo edilizio. 
Storia 
Il borgo di San Martino d'Albaro, comune autonomo fino al 1874, ebbe in passato un ruolo importante, soprattutto per la posizione strategica lungo la viabilità del levante genovese. 
Anticamente era chiamato “San Martino de Hirchis”, toponimo che secondo alcuni storici deriverebbe da Ercole, personaggio mitologico al quale sarebbe stato dedicato un tempio precristiano che sorgeva sul colle, la cui esistenza non è peraltro storicamente documentata. 
La chiesa di San Martino è citata per la prima volta in un documento del 1128, ma si ritiene che sia sorta alcuni secoli prima; fu un'importante pieve, dalla quale dipendevano le parrocchie di San Fruttuoso, Albaro e Sturla e sede di un grande ospitale di via, citato in documenti del XIII secolo. Il luogo era infatti molto frequentato da viandanti e pellegrini: la strada proveniente da Genova, attraversato il Bisagno sul ponte di Sant'Agata, risaliva la collina da San Fruttuoso lungo la salita della Noce; da qui si dipartivano strade per diverse direzioni; le direttrici principali erano quella verso Bavari, che portava nell'alta Val Bisagno (da dove si poteva proseguire per la Valle Scrivia e la Val Trebbia, quella verso Quarto e la Riviera di Levante e quella che attraverso Apparizione e il Monte Fasce portava in Val Fontanabuona. 
Nel XIV secolo avvennero cruenti scontri tra opposte fazioni di Guelfi e Ghibellini che nel 1322 si contesero aspramente una fortezza esistente nella zona, della quale non rimangono tracce. 
Il borgo intorno alla chiesa crebbe con il progressivo intensificarsi dei traffici e verso la metà del XVI secolo molti genovesi benestanti vi avevano trasferito la loro residenza. A quel periodo risale la costruzione di numerose ville patrizie, alcune delle quali ancor oggi esistenti. 
«  … procedendo verso levante, viene la rettoria del Chiapetto con la chiesa di S. Martino degli archi qual comprende sessantuna casa, delle quali ve ne sono quarantotto di cittadini: comprende la villetta di Vernazza e il monastero delle donne Osservanti di S. Chiara;  » 
(Agostino Giustiniani, "Annali della Repubblica di Genova", 1537) 
Dal 1680 nel palazzo Cattaneo ebbe sede la Podesteria del Bisagno, con giurisdizione sulla val Bisagno e sulla riviera di levante fino a Sori. 
Gli eventi bellici degli anni 1684, 1746-1747 e 1800 coinvolsero anche la zona di San Martino, evidenziando la necessità di fortificare le colline circostanti. In tempi diversi nell'area di San Martino furono costruiti i forti Santa Tecla e San Martino, che facevano parte della linea difensiva che partendo dal forte Monteratti, sulla sommità dell'omonimo monte (564 m slm), arrivava al forte San Giuliano, prospiciente il mare nella zona di Albaro. 
Con la riorganizzazione amministrativa voluta dal governo napoleonico, a partire dal 1800, San Martino divenne comune autonomo. La sede comunale, analogamente alla vecchia "Podesteria del Bisagno" era posta nell'ex palazzo Cattaneo, oggi edificio scolastico. 
Così autori ottocenteschi descrivevano il comune di San Martino d'Albaro nella prima metà del XIX secolo: 
«  S. Martino d’Albaro è il Capo-luogo del Mandamento e del Comune omonimo: può considerarsi come ripartito nelle tre borgate di S. Martino, Vernazza e Marina di Sturla. La parrocchia di S. Martino è un’Arcipretura, che nelle antiche carte è detta dei Fieschi del pari che varie località del Comune, pei molti possessi che ebbevi un tempo quella famiglia. Nella volta dipinse il Castello, e negli altari laterali il figlio suo Valerio.  » (Attilio Zuccagni-Orlandini, "Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue Isole") 
«  S. Martino d’Albaro, capoluogo di mandamento nella prov. dioc. e div. di Genova. … Giace alla sinistra del Bisagno in distanza di una lega da Genova. … Si compone di seicento cinquanta famiglie. … Cinque comuni compongono il mandamento di s. Martino d’Albaro; cioè s. Martino capo-luogo, s. Francesco d’Albaro, Foce, s. Fruttuoso colla frazione o parrocchia degli Incrociati, e Marassi colla frazione de’ Quezzi.  » (Goffredo Casalis, "Dizionario geografico, storico, statistico e commerciale degli stati di S.M. il Re di Sardegna", 1849) 
Nel 1873, il comune di San Martino d'Albaro, insieme ad altri cinque comuni della bassa Val Bisagno fu inglobato nel comune di Genova. 
A partire da quegli stessi anni, iniziava l'espansione urbanistica verso levante della città di Genova che avrebbe trasformato l'antico borgo rurale in un moderno quartiere residenziale; le case presero progressivamente il posto degli orti e dei frutteti e contemporaneamente furono tracciate nuove strade per collegare il quartiere con il centro di Genova, che soppiantarono le antiche “creuze”. 
Nel 1907 avevano inizio i lavori per la costruzione dell'ospedale, completati nel 1923. Negli stessi anni fu costruito anche il complesso sportivo "Carlini", costruito nel 1912 ma inaugurato solo nel 1927. 
Nel secondo dopoguerra, a metà degli anni cinquanta fu aperto Corso Europa, una strada di scorrimento veloce a doppia carreggiata che attraversando l'intero quartiere (e praticamente tagliandolo in due) congiunge San Martino a Nervi. La strada, all'epoca della sua costruzione, fu detta “pedemontana” perché collegava i quartieri di levante attraverso la zona collinare, mantenendosi a distanza dalla costa. Su Corso Europa si affacciano l'ospedale San Martino, lo stadio Carlini e la sede regionale RAI della Liguria. All'epoca della costruzione della strada ci furono aspre polemiche a causa di speculazioni edilizie che coinvolsero le aree attraversate.