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Monastero di Santa Chiara in San Martino d'Albaro 
 
Davanti alla Chiesa Parrocchiale di S. Martino di Albaro, in via Lagustena, allo sbocco di Salita Superiore della Noce, un portale seicentesco separa la strada pubblica da quello che fu il Convento delle Clarisse.   Dalla fondazione del monastero, 20 novembre 1299, alla sua chiusura, 21 novembre 1999, sono trascorsi 700 anni.  vi sono tele di L. Cambiaso (1550), affreschi di D. Fiasella (1654) opere di G. B. Carlone, di Giuseppe Palmieri, di Francesco Costa e di Gio Agostino Ratti. Dal 1550 al 1750, duecento anni di decori, di stucchi, di affreschi hanno ricoperto interamente le pareti e i soffitti della piccola chiesa. Per la sua acustica eccezionalela sua chiesa  ospita spesso concerti.  
 
Chiesa Parrocchiale di San Martino d'Albaro 
 
a parrocchia di San Martino d'Albaro affonda le sue radici nella storia. Il primo documento che attesta la sua presenza risale al 1006. 
Secondo gli storici le sue origini risalgono ad un periodo tra il V e il VII secolo. 
Prima piccola pieve immersa nei campi, poi chiesa parrocchiale fra le ville e gli orti. L'attuale chiesa risale al XVII Secolo. La parrocchiale, che si trova alla sommità del colle di San Martino, nel cuore del nucleo storico del quartiere, è citata per la prima volta in un documento del 1128 come “Sancti Martini de erclo” e poi nel "Registro Arcivescovile delle decime" del 1143 come pieve con giurisdizione sulle parrocchie di San Fruttuoso, San Francesco d'Albaro e Sturla; a quell'epoca annesso alla chiesa si trovava anche un ospitale per i viaggiatori in transito. 
La struttura dell'attuale chiesa risale al 1614 quando fu completamente ricostruita, più grande della precedente. Fu ulteriormente ampliata nel 1846 e all'inizio del Novecento fu costruita una nuova grande abside circolare. Risale al 1963 il nuovo altare maggiore in marmo. 
Le decorazioni all'interno sono di Bernardo Castello e del figlio Valerio: di quest'ultimo sono gli affreschi nella cappella del Rosario (“Madonna con i santi Domenico e Rosa da Lima”) e in quella dell'Annunziata (“Santi e storie di Maria”) 
 
Oratorio confraternita San Rocco di Vernazza 
 
Nel borgo di Vernazza in precedenza esisteva una cappella privata appartenuta prima ai Fieschi e poi ai Lomellini. Una nuova cappella, dipendente dalla pieve di San Martino d'Albaro, fu edificata a partire dal 1468 su un terreno donato dal patrizio genovese Agostino Salvago, al crocevia tra la strada per la riviera di Levante e quella per San Desiderio e Bavari attraverso la Valle Sturla. Questa cappella votiva divenne sede dell'Arciconfraternita S. Rocco di Vernazza Morte e Orazione; nel 1644 la confraternita innalzò il primo campanile, poi sostituito da uno nuovo nel 1877. Nel 1897 i confratelli della Casaccia di S. Rocco di Vernazza donarono il loro oratorio per dare vita ad una nuova parrocchia autonoma, eretta con decreto dell'arcivescovo Tommaso Reggio; nel 1916 la chiesa presentava seri problemi di stabilità, minacciando di crollare e fu radicalmente ristrutturata nel 1923 dall'architetto Lorenzo Basso, che la trasformò in stile neogotico. 
La costruzione di Corso Europa ha totalmente smembrato l'antco borgo, cstruito lungo l'antca via Aurea Romana,  di cui restano le antiche case vicino alle due chiese di San Martino e San Rocco